Decreto sicurezza. Raddoppia la pena per le occupazioni abusive

da: Ristretti Orizzonti 

Il decreto sicurezza approvato il 24 settembre dal Consiglio dei ministri si occupa del fenomeno dell’occupazione abusiva degli immobili e prevede un raddoppio della pena nei confronti dei promotori e degli organizzatori dell'”invasione” o di chi l’ha compiuta a mano armata: la reclusione passa da 2 a 4 anni, la multa da 103/1.032 euro a 206/2.064 euro.

Occupazione_Abusiva

L’articolo 633 del codice penale sanziona l’invasione di terreni o di edifici al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto. Il reato è punibile a seguito di presentazione di querela da parte della persona offesa e le pene ivi previste sono applicate congiuntamente e si procede di ufficio se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una palesemente armata o da 10 persone, anche senza armi oppure se l’edificio occupato è pubblico o ad uso pubblico. Per detto reato è consentito il ricorso alle intercettazioni telefoniche e per i promotori o gli organizzatori delle occupazioni abusive o di chi le ha commesse a mano armata è consentita l’adozione delle misure di prevenzione personali applicate dall’autorità giudiziaria.

Il ministro dell’Interno adotta con un decreto il piano operativo nazionale per prevenire e contrastare le occupazioni abusive e, con cadenza almeno semestrale, monitora il fenomeno. In conformità al piano il prefetto elabora il programma provinciale per l’esecuzione degli interventi di sgombero degli immobili occupati. Per definire il programma il prefetto acquisisce il parere del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui partecipa anche l’ufficio del Pm che procede per detto reato e gli enti territoriali incaricati di assicurare le misure assistenziali per le categoria deboli occupanti l’immobile. Con cadenza semestrale il prefetto comunica il piano provinciale al ministero dell’interno che cura l’aggiornamento di quello operativo nazionale. Si noti che la Cassazione (sentenza 41015/2018) ha assunto una linea rigorosa sulla ricorrenza della prescrizione per i reati di occupazione abusiva aggravata (articoli 633 e 639 bis del codice penale) escludendola qualora l’occupazione sia perdurante nel tempo e continui anche alla data di redazione della sentenza di primo grado. Infatti la Corte afferma che il delitto ha natura permanente in quanto l’offesa al patrimonio pubblico perdura sino a che cessa l’occupazione arbitraria dell’immobile.

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Bonus ristrutturazioni 2019, verso la proroga delle detrazioni fiscali

da: InformazioneFiscale

Bonus ristrutturazioni 2019, la proroga delle detrazioni fiscali sarà in Legge di Bilancio e non ci sarà per il momento nessuna abolizione o riduzione dell’agevolazione Irpef. Ecco le novità.

Bonus ristrutturazioni 2019, buone notizie: la detrazione fiscale per i lavori di ristrutturazione edilizia sarà oggetto di proroga fino al prossimo 31 dicembre e l’agevolazione sarà confermata con la Legge di Bilancio.

Dopo mesi di attesa e preoccupazione sul destino delle detrazioni fiscali ristrutturazioni 2019 è il Documento Programmatico di Bilancio a fare chiarezza: accanto al bonus ristrutturazioni saranno prorogati anche ecobonus, bonus mobili e bonus verde.

Si chiude così la discussione sulla possibile abolizione del bonus ristrutturazioni, una delle agevolazioni che secondo le indiscrezioni degli ultimi mesi sarebbe dovuta esser sacrificata in favore dell’avvio della flat tax.

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La proroga della detrazione fiscale sui lavori di ristrutturazione edilizia si lega, probabilmente, proprio al rinvio della riforma Irpef per le famiglie e almeno per il 2019 sarà possibile beneficiare del bonus Irpef pari al 50% delle spese sostenute.

L’unica novità in arrivo, annunciata già dallo scorso anno e che potrebbe debuttare dal 1° gennaio 2019 è l’obbligo di comunicazione ENEA anche per i lavori ammessi al bonus ristrutturazione. Per il resto, non dovrebbero esserci particolari modifiche alle regole attuali.

Bonus ristrutturazioni 2019, proroga delle detrazioni fiscali in Legge di Bilancio

La proroga del bonus ristrutturazioni sarà per tutto il 2019.

Ad anticipare il contenuto e le novità della Legge di Bilancio è il DEF, all’interno del quale è ufficiale la conferma della detrazione per i lavori di ristrutturazione edilizia, per il risparmio energetico nonché quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Con il bonus ristrutturazione i contribuenti possono portare in detrazione fiscale dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e l’importo massimo detraibile è pari a 96.000 euro.

Il rimborso Irpef riconosciuto continuerà ad essere erogato in 10 rate annuali di pari importo e per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale sulle spese sostenute sarà necessario rispettare specifiche regole.

Non si prevedono particolari novità e pertanto per capire come funziona il bonus ristrutturazioni 2019 e quali sono i lavori ammessi in detrazione fiscale è possibile far riferimento alla normativa attualmente in vigore.

Fisco, con la cedolare secca a Napoli fino a 1800 euro di risparmi

da IL MATTINO Economia del 13/10/18

L’introduzione nella legge di Bilancio della cedolare secca anche nel settore commerciale porterebbe risparmi fiscali medi annui per i locatori di negozi fino a 2.800 euro. È quanto emerge da un’analisi di Solo Affitti che nella simulazione ha ipotizzato un locatore medio, con un reddito lordo di 30.000 euro annui che non gode di alcuna detrazione particolare e che aggiunge a questo reddito da lavoro il reddito da locazione d.i un negozio di sua proprietà.

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A Milano, dove il canone di locazione medio dei negozi è di oltre 1.500 euro al mese, il risparmio fiscale medio annuo derivante dall’applicazione della cedolare secca sarebbe di 2.809 euro, quasi il 35% in più rispetto a Napoli (2.084 euro), dove però il canone di locazione degli esercizi commerciali è più basso (1.150 euro). Nella Capitale il risparmio fiscale medio ammonta a 1.800 euro: un valore più basso, in linea con il costo medio degli affitti, che mediamente non supera i mille euro (993 euro) a causa dell’incidenza delle ampie periferie di Roma sul calcolo della media degli affitti in città